Nell’onda della digitalizzazione, i server cloud sono diventati componenti fondamentali per le aziende nella costruzione delle loro infrastrutture IT. Grazie alla tecnologia di virtualizzazione, i server cloud integrano le risorse di calcolo, archiviazione e rete dei server fisici in un pool di risorse, permettendo agli utenti di ottenere istanze di server virtuali flessibili ed espandibili su richiesta. Rispetto ai tradizionali server fisici, i server cloud non richiedono investimenti elevati in hardware iniziali né la gestione complessa delle attività di manutenzione; inoltre, il modello di pagamento su base all’uso ottimizza notevolmente la struttura dei costi.
Il vantaggio principale dei server cloud risiede nella loro flessibilità. Sia per far fronte a picchi improvvisi di traffico che per effettuare espansioni o riduzioni delle risorse in ambito aziendale, gli utenti possono aumentare o diminuire le risorse disponibili in pochi minuti. Questa agilità permette alle aziende di concentrarsi maggiormente sull’innovazione aziendale, piuttosto che sulla manutenzione dell’infrastruttura di base.
L’architettura principale e le tecnologie chiave dei server cloud
L’implementazione dei server cloud si basa su una serie di tecnologie sottostanti che, insieme, costituiscono la base per un funzionamento stabile, efficiente e sicuro.
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La tecnologia di virtualizzazione.
La virtualizzazione è la base fondamentale dei server cloud. Consiste nell’eseguire uno strato software chiamato “hypervisor” sopra l’hardware fisico, al fine di astrarre un singolo server fisico in più ambienti virtuali isolati tra loro. Ogni macchina virtuale, ovvero un’istanza di server cloud, dispone di un proprio sistema operativo, CPU, memoria e spazio disco. Le principali tecnologie di virtualizzazione includono KVM (Kernel-based Virtual Machine), VMware vSphere e Microsoft Hyper-V, che offrono prestazioni paragonabili a quelle di un server fisico.
Stoccaggio distribuito
I dati dei server cloud non vengono memorizzati su hard disk fisici locali, ma in cluster di archiviazione distribuiti. Questo approccio consente di distribuire i dati su più nodi e, grazie al meccanismo di replicazione, garantisce un’elevata disponibilità e persistenza dei dati. Anche in caso di guasti di uno o più componenti hardware, i dati non vengono persi e possono essere rapidamente trasferiti su server sani per continuare a funzionare, assicurando così la continuità del servizio.
Software-Defined Networking (SDN)
La rete definita da software (Software-Defined Network, SDN) separa il piano di controllo da quello dei dati, permettendo di gestire e configurare in modo flessibile le risorse di rete tramite programmazione software. Nel contesto dei server cloud, l’SDN consente agli utenti di creare autonomamente cloud privati virtuali, configurare sottoreti, gruppi di sicurezza e liste di controllo dell’accesso, facilitando così la creazione di ambienti di rete complessi, isolati e sicuri in grado di soddisfare le esigenze di diversi scenari applicativi.
Come scegliere la configurazione di cloud hosting più adatta.
Di fronte alla vasta gamma di tipi di istanze offerti dai fornitori di servizi cloud, scegliere quello più adatto è fondamentale per garantire un equilibrio tra le prestazioni del business e i costi. Per effettuare una scelta appropriata, è necessario considerare principalmente i seguenti aspetti:
Considerazioni sulla prestazione computazionale
Le prestazioni di calcolo dipendono principalmente dalla configurazione dei vCPU (virtual CPU) e della memoria. Per applicazioni di uso generale, come server Web o ambienti di sviluppo e test, si possono scegliere istanze di tipo “equilibrato” (che offrono una distribuzione ottimale delle risorse). Se l’attività richiede calcoli ad alte prestazioni, simulazioni scientifiche o codifica video, è necessario optare per istanze ottimizzate per il calcolo, che solitamente dispongono di una frequenza di clock più elevata o di prestazioni più elevate a livello di singolo core. Per applicazioni a intensivo utilizzo di memoria, come l’analisi dei big data o i database in memoria, è consigliabile scegliere istanze ottimizzate per la memoria, al fine di garantire l’accesso a risorse di memoria sufficienti.
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Esigenze di archiviazione e I/O (Input/Output)
La scelta del tipo di storage ha un impatto diretto sulla velocità di lettura/scrittura dei dati e sulla capacità di risposta del sistema. I dischi rigidi cloud offrono solitamente diversi livelli di prestazioni, come dischi cloud standard, dischi cloud SSD e dischi cloud SSD ad alte prestazioni. Per i sistemi operativi e per i database che richiedono operazioni di lettura/scrittura frequenti, è consigliabile scegliere dischi cloud SSD ad alte prestazioni. Per scenari come la creazione di backup o l’archiviazione di log, dove le esigenze di IOPS (Input/Output Operations Per Second) non sono elevate, è possibile optare per dischi cloud standard, che presentano un costo più conveniente. Inoltre, è necessario considerare se sia necessario montare più dischi di dati al fine di separare i dati e migliorare le prestazioni del sistema.
Valutazione della rete e della larghezza di banda
Le prestazioni di rete determinano il ritardo e la capacità di trasmissione dei dati tra il server cloud e l’esterno. È necessario valutare le esigenze di comunicazione interna dell’azienda (ad esempio, lo scambio di dati tra più server cloud all’interno della stessa regione) nonché le esigenze di larghezza di banda sia in rete privata che in rete pubblica. Per attività che richiedono un elevato traffico in rete pubblica, come il commercio elettronico o la trasmissione di video in diretta, è opportuno acquistare una larghezza di banda sufficiente o scegliere un modello di tariffazione basato sul consumo di traffico. Inoltre, è importante prestare attenzione alle capacità di larghezza di banda interna offerte dal provider di servizi cloud, per garantire che non sorgano problemi di trasmissione dei dati all’interno del cluster.
Best Practices per la sicurezza e l’operazione dei server cloud
Il trasferimento delle attività aziendali sul cloud non implica necessariamente la cessione totale della responsabilità per la sicurezza. Utilizzando un “modello di condivisione delle responsabilità”, gli utenti devono occuparsi della configurazione della sicurezza all’interno dei server cloud.
Rafforzamento della sicurezza di base
Dopo il primo avvio del server cloud, è necessario immediatamente attuare misure di sicurezza. Queste includono: modificare i porti di gestione remota predefiniti (ad esempio, il porto 22 per SSH o il porto 3389 per RDP); disabilitare l’accesso tramite password e imporre l’uso di coppie di chiavi SSH per l’autenticazione; configurare il firewall di sistema seguendo il principio delle “minime autorizzazioni”, aprendo soltanto i porti necessari per i servizi richiesti; installare tempestivamente i patch di sicurezza per il sistema operativo e le applicazioni, e attivare un meccanismo di aggiornamento automatico.
Politiche di sicurezza e backup dei dati
I dati rappresentano un asset fondamentale per le attività aziendali. Oltre a sfruttare la affidabilità del sistema di archiviazione distribuita offerto dalle piattaforme cloud, gli utenti dovrebbero adottare strategie proattive per la creazione di copie di backup dei dati. Ciò include la realizzazione di snapshot regolari dei dati importanti e la loro replicazione in aree geografiche diverse o in zone di disponibilità diverse, al fine di proteggersi da disastri a livello regionale. Per servizi critici come i database, è consigliabile implementare architetture di replicazione master-slave o cluster per garantire un’elevata disponibilità.
Sistema di monitoraggio e allarme
L’istituzione di un sistema di monitoraggio completo rappresenta “gli occhi” del personale incaricato delle operazioni di manutenzione (Ops). È opportuno utilizzare servizi di monitoraggio cloud o strumenti di terze parti per monitorare costantemente indicatori chiave come l’utilizzo della CPU, l’utilizzo della memoria, le prestazioni dei dischi (IOPS) e il traffico di rete dei server cloud. Inoltre, è necessario impostare soglie di allarme appropriate in modo che, quando l’utilizzo delle risorse supera tali soglie o si verificano anomalie nei servizi, il personale Ops venga avvisato tempestivamente tramite messaggi di testo, email, DingTalk o altri canali, consentendo una risposta rapida.
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Confronto dei prodotti dei principali fornitori di servizi cloud e considerazioni per il passaggio a un nuovo provider
Esistono molti fornitori di servizi cloud leader sul mercato, ognuno dei quali offre prodotti caratteristici. Conoscere le differenze tra di loro aiuta a prendere decisioni più informate.
I principali fornitori cinesi come Alibaba Cloud, Tencent Cloud e Huawei Cloud offrono una completa gamma di prodotti per server cloud, che coprono tutte le esigenze, dalle soluzioni di base a quelle per aziende di grandi dimensioni. Questi fornitori vantano un’elevata affidabilità, servizi personalizzati e un ottimo supporto ai clienti. Amazon AWS, Microsoft Azure e Google Cloud, invece, si distinguono per la loro copertura globale, un’ecosistema tecnologico all’avanguardia e soluzioni specifiche per diversi settori industriali.
Quando si considera il passaggio da una piattaforma cloud a un’altra, è necessario elaborare un piano di migrazione dettagliato. Il processo di migrazione comprende generalmente valutazioni sull’architettura esistente, la selezione degli istanze target adatte, il trasferimento dei dati, lo switch delle applicazioni e la verifica del funzionamento del sistema. È possibile utilizzare gli strumenti di migrazione forniti dai provider di cloud o soluzioni di terze parti per semplificare il processo. Durante la migrazione, è fondamentale effettuare test approfonditi e definire un piano chiaro per il ripristino dei dati in caso di problemi, al fine di garantire un passaggio graduale del servizio e ridurre al minimo i tempi di inattività.
Riassumendo
I server cloud, essendo al cuore dei servizi di cloud computing, hanno profondamente cambiato il modo in cui aziende e sviluppatori accedono e utilizzano le risorse di calcolo grazie alla loro flessibilità, espandibilità e convenienza economica. Il percorso per utilizzare al meglio i server cloud comprende: la comprensione delle loro architetture di base basate sulla virtualizzazione, lo storage distribuito e le reti definite dal software; la selezione dei prodotti più adatti in base alle esigenze di calcolo, storage e rete; nonché l’attuazione di rigorose strategie di sicurezza, backup e monitoraggio. Inoltre, conoscere le caratteristiche delle principali piattaforme cloud e prepararsi a eventuali migrazioni aiuta le organizzazioni a mantenere flessibilità e competitività in un ambiente tecnologico in rapida evoluzione. Acquisire queste conoscenze vi permetterà di sfruttare appieno le potenzialità dei server cloud, costruendo una base digitale solida e affidabile per lo sviluppo del vostro business.
FAQ - Domande frequenti
Qual è la differenza tra un server cloud e un server virtuale (VPS)?
I server cloud si basano su cluster distribuiti su larga scala; i loro pool di risorse provengono da più server fisici, garantendo un’elevata disponibilità e la possibilità di scalabilità dinamica. Di solito, un guasto hardware a livello individuale non causa interruzioni del servizio. I server virtuali, invece, vengono solitamente configurati su un singolo server o su un numero limitato di server; le risorse disponibili sono relativamente fisse e la loro scalabilità è limitata. Inoltre, possono essere più soggetti agli effetti negativi causati da altri utenti che utilizzano lo stesso server fisico.
I miei dati aziendali sono al sicuro se sono archiviati su un host cloud?
La sicurezza è una responsabilità condivisa. I principali fornitori di servizi cloud offrono livelli di protezione sicurezza all’avanguardia a livello infrastrutturale (ad esempio, sicurezza fisica dei data center, sicurezza hardware e componenti di rete). Gli utenti, invece, devono occuparsi della sicurezza all’interno dei server cloud, inclusa la sicurezza del sistema operativo, la sicurezza delle applicazioni, la crittografia dei dati e il controllo degli accessi. Grazie agli sforzi congiunti di entrambe le parti, i server cloud possono fornire un ambiente estremamente sicuro.
Come si può stimare il costo di utilizzo di un host cloud?
I costi legati agli host cloud sono principalmente determinati dalle specifiche dell’istanza (vCPU, memoria), dal tipo e dalla capacità del disco rigido scelto, dalla tariffa per la larghezza di banda di rete pubblica, nonché da eventuali costi di trasferimento dei dati. Si consiglia di selezionare le specifiche più adatte in base ai test di carico del servizio e di sfruttare al massimo i modi di pagamento flessibili offerti dalla piattaforma cloud, come il pagamento a consumo, i coupon per istanze prenotate o i piani di risparmio, al fine di ottimizzare i costi a lungo termine. Inoltre, è opportuno impostare avvisi di budget per evitare sovradimensionamenti dei costi.
Come si possono individuare i problemi di prestazioni in un host cloud?
Innanzitutto, è necessario verificare l’utilizzo della CPU, della memoria, dell’I/O disco e del traffico di rete attraverso la piattaforma di monitoraggio cloud per individuare eventuali colli di bottiglia nei risorse. Successivamente, è necessario accedere al sistema e utilizzare comandi di sistema come `top`, `vmstat`, `iostat`, `netstat` per un’analisi più approfondita, al fine di verificare la presenza di processi anomali, l’eventuale avvenimento di scambio di memoria, il sovraccarico dei dischi o la perdita di pacchetti nella rete. In base ai risultati dell’analisi, è possibile attuare le opportune ottimizzazioni, come l’aggiornamento delle configurazioni, l’ottimizzazione del codice o l’adeguamento dell’architettura del sistema.
È possibile utilizzare un host cloud come se fosse un server fisico?
Nella maggior parte dei casi, sì. È possibile gestirlo esattamente come un server fisico: accedere da remoto, installare qualsiasi software, configurare i servizi e distribuire le applicazioni. Tuttavia, è importante tenere presente che si tratta di un ambiente virtualizzato. Pertanto, in alcune situazioni in cui è necessario accedere direttamente a hardware specifico (ad esempio, determinati dispositivi di crittografia o modelli di GPU) o in cui sono richieste precisioni estreme nell’orologio del sistema, potrebbero essere necessarie configurazioni particolari o la scelta di tipi di istanze specifici.
Il prossimo passo, cosa dovremo fare dopo?
Per una lettura approfondita e conoscenza pratica
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